Spyro: Reignited Trilogy

La prima volta che ho giocato a Spyro non erano ancora arrivati gli anni 2000, la prima Playstation era la regina delle console ed essere un gamer ti faceva vincere diversi giri non voluti sulla ruota dei bulletti di quartiere.
I tempi sono cambiati tanto, alla prima Playstation si sono susseguite molte (moltissime) console, essere un gamer è quasi di moda, ma c’è una cosa che pare non essere cambiata troppo. Già, proprio così, il 13 Novembre 2018 esce su Ps4 e Xbox One Spyro: Reignited Trilogy, la remastered di tutti i giochi di Spyro usciti su Playstation, sviluppata da Toys for Bob e Sanzaru Games, pubblicata da Activision.

Quanti ricordi…

Dopo essermi abbuffato di nostalgia, aver fatto scorpacciate di bei ricordi e aver provato l’insaziabile voglia di tornare per un po’ ai vecchi tempi, ho deciso di far dare al giovane draghetto viola un po’ dei miei spiccioli da bruciare. Sono entrato così in possesso della trilogia di Spyro per Ps4 e ora, dopo ore ed ore di gioco, sono pronto ad affrontare con voi l’argomento. Iniziamo?

Riccone, un personaggio storico della saga di Spyro. Immagine tratta dal terzo episodio di Spyro: Reignited Trilogy
Riccone, personaggio classico della serie. Se pensate che abbia la faccia da furfante, è solo perché lo è davvero, un furfante! 🙂

Trama che vince, non si cambia!

Essendo una remastered a tutti gli effetti, le trame dei vari giochi non cambiano. Tuttavia, per chi non avesse mai giocato alla saga, le premesse sono circa queste…

Il Primo Episodio:

Si parte da Nasty Gnorc, un orco grosso e brutto, con più muscoli che cervello, che decide di lanciare un possente incantesimo per pietrificare tutti gli 80 draghi, e solo Spyro pare non essere stato vittima di tale sortilegio.
A lui, perciò, viene affidato l’ingrato compito di liberare tutti i draghi e sconfiggere Nasty Gnorc.

Il Secondo Episodio:

Il secondo episodio ha per protagonista… una vacanza! Già, Spyro vuole concedersi una pausa a Spiagge del drago, ma purtroppo le sue ferie finiscono prima ancora di cominciare, quando lui e la sua libellula vengono dirottati da un marchingegno del Professore nei regni di Avalar. Questo regno si trova infatti in pericolo, minacciati dal cattivissimo Ripto e dai suoi scagnozzi. Tocca quindi a Spyro collezionare i talismani, le sfere e le gemme dei vari regni per poter arrivare a liberare i mondi di Avalar e poter finalmente tornare alla sua vacanza.

Il Terzo Episodio:

Il terzo e ultimo episodio inizia con un furto. Un furto non da poco, considerando che i Rinoc, capitanati dalla perfida Maga e dalla sua apprendista Bianca, decidono di rubare tutte le uova di drago sfruttando degli stretti passaggi che collegano i mondi. Spyro e Hunter, i più piccoli tra tutti, sono gli unici in grado di sfruttare questi percorsi per arrivare nei mondi controllati dalla Maga, riprendersi le uova e riportare nei mondi la pace. Tra cuccioli di drago dai comportamenti più strambi, tra colpi di scena apprezzabili e risvolti nella trama piuttosto interessanti, a questo episodio non manca proprio nulla per poter concludere in bellezza una trilogia dal potere nostalgico immenso.

Una grande rimpatriata:

I personaggi sono gli stessi dei precedenti episodi usciti su Playstation, i dialoghi sono identici (a livello testuale) e gli sviluppi delle storie non cambiano. Chi ha già giocato i precedenti episodi, perciò, verrà travolto da un’ondata di nostalgia dal primo all’ultimo minuto di gameplay, mentre chi non lo ha mai giocato potrà vivere comunque delle belle avventure attraverso delle trame apprezzabili (senza grandi pretese, ovvio) dai retroscena simpatici e divertenti (e, in alcuni casi, anche un po’ inaspettati).

Amici e Nemici:

Diversi personaggi aiuteranno Spyro in queste tre avventure e non mancheranno di fornirgli (di nuovo) il loro aiuto, mentre altri (un po’ meno simpatici) saranno pronti a dargli battaglia in ogni modo per impedirgli di compiere la sua missione. Sparx, la libellula simbolo della vita di Spyro, ci accompagnerà tutto il tempo in questo viaggio, dove incontreremo Hunter, il nostro migliore amico, Zoe, la fata che ci aiuterà a salvare i progressi di gioco, per poi passare a svariati “aiutanti” nel corso dei vari giochi, da Elora, il fauno di Avalar, al Professore, da Sheila il canguro al Sergente Byrd, da Bentley lo Yeti fino ad arrivare all’esilarante Agente 9. Tutti loro ci aiuteranno a sconfiggere coloro che minacciano la pace e il destino dei draghi, da Nasty Gnorc a Ripto, fino ad arrivare alla maga e a tutti gli aiutanti di questi super-cattivi.

Gameplay, vero “talismano” si questa serie

Il gameplay si Spyro: Reignited Trilogy è sicuramente il punto forte di questo titolo: collezionare gemme, sfere, uova, talismani e molto altro spingono il videogiocatore a esplorare i vari mondi con perizia per cercare di recuperare il tutto. Tuttavia, il collezionismo presente nei tre episodi non è l’unico elemento di questa serie, anzi: sconfiggere i nemici, affrontare mini-giochi, attività extra e proseguire con la trama fanno tutte parte del “pacchetto Spyro”, amalgamandosi alla perfezione all’interno del gioco.

Collezioni, un sacco di collezioni!

Le differenti attività da portare a termine sono tutte volte al proseguimento delle nostre collezioni e allo svolgimento della storia, tuttavia le quest presenti si rivelano in molti casi divertenti e piacevoli, capaci di invogliarci ogni volta ad affrontare una nuova sfida. Insomma, lo scopo finale è sempre lo stesso, ma le modalità con cui si completa tale obbiettivo cambiano, portandoci a gareggiare contro altre creature, fermare dei ladri, completare delle sfide a tempo e proteggere delle creature indifese.

Tanti mondi differenti:

I mondi presenti nei vari giochi hanno un pregio per me straordinario: sebbene alcuni di loro abbiano degli elementi in comune (la presenza di lava, il fatto che sia quasi esclusivamente subacqueo, ecc.), è quasi impossibile arrivare in un nuovo mondo e pensare: “Questo posto è uguale a un altro luogo che ho già visto”. L’unicità dei vari mondi dovuta alla scelta dei colori, all’atmosfera, alle creature che lo abitano e al design riescono a evitare quel rischio di effetto “more of the same” che potrebbe stancare (o peggio, annoiare) il videogiocatore. E questo vale per tutti e tre gli episodi.

Sempre più abile, sempre più forte

La continuità degli episodi e la loro correlazione non è solo legato alla storia, ma anche a Spyro stesso: il simpatico draghetto viola, infatti, nel primo episodio è in grado di fare un sacco di cose (planare, caricare, sputare fuoco…), ma già nel secondo episodio ne imparerà molte altre (ad esempio arrampicarsi in alcuni punti) che si trascinerà anche nel terzo e ultimo episodio, garantendoci chiaramente una base di partenza superiore, avendo già lui acquisito diverse abilità che nel primo episodio per esempio non aveva. Tutto ciò, unito ad altri elementi di gameplay, contribuiscono a fornire quella sensazione di continuità che la sola storia probabilmente non sarebbe stata in grado di fornire.

Avanzare passo dopo passo:

Le modalità di esplorazione sono un elemento comune a tutti e tre i giochi della trilogia: ci sono infatti dei mondi di partenza nella quale sono presenti diversi portali che sono in grado di farci arrivare nei vari luoghi da raggiungere. Chiaramente i territori più avanzati diventano accessibili solo dopo aver completato determinati obbiettivi della trama principale, anche perché un avanzamento di territorio equivale ad un livello di difficoltà dei vari mondi che si alza leggermente e ad un (inevitabile) avanzamento nella storia.

I difetti di uno straordinario gameplay:

Arrivati a questo punto, viene da pensare che difetti di gameplay non ce ne siano, ma purtroppo a mio avviso non è così: ho ricordi molto nitidi dei giochi originali e delle difficoltà che si riscontravano nei vari livelli, già agli inizi. Dal mio punto di vista, perciò, è evidente (fin troppo) che il gioco sia stato spudoratamente semplificato. Sparx possiede di default la rarissima abilità di individuare la gemma più vicina a noi e di indicarci la direzione da seguire per raccoglierla; altre missioni hanno degli ostacoli in meno e completarle si rivela molto più semplice rispetto ai capitoli usciti su Playstation. Si tratta di una scelta che ho apprezzato poco, nonostante nulla di tutto ciò vada ad intaccare un gameplay di ottima qualità.

Adattamento grafico più che accettabile

Uno degli aspetti maggiormente cambiati di Spyro riguarda sicuramente il comparto artistico. Grafica, suoni, colori, doppiaggio, comparto tecnico, molto di tutto questo è stato modificato rispetto al passato, in una maniera tale da farmi inevitabilmente parlare di un miglioramento netto.
I paesaggi presenti nei tre titoli sono ricchi di dettagli e di strutture definite e ben fatte. Vegetazione, edifici e giochi di colori suggestivi rendono tutti i mondi molto belli da vedere.

Il nuovo look dei personaggi

Anche i personaggi sono stati tutti ridefiniti e ripensati per l’occasione. Lo stesso Spyro, i cui movimenti erano molto più legnosi e macchinosi, viene riproposto nella Reignited Trilogy con delle movenze molto più fluide, sinuose ed eleganti. L’uso della levetta analogica che sostituisce le frecce direzionali rende ancora più marcato questo nuovo aspetto. Occorre un po’ di tempo per abituarsi, ma si impara in fretta 😉
Gli altri personaggi hanno subito in molti casi dei cambi di aspetto piuttosto drastici, diventando molto più moderni e più adatti al nuovo contesto grafico dell’opera di Toys for Bob. Altri, pur rimanendo molto simili agli originali, hanno subito alcune piccole modifiche mirate che rendono assai diversi. Le espressioni facciali di tutti i personaggi di Spyro: Reignited Trilogy rendono più vivo il contesto in cui sono ambientate le varie storie, già reso tale da un comparto grafico sbalorditivo.

Un’ottima rivisitazione dei vecchi brani

A livello musicale, la colonna sonora è stata ripresa dai capitoli originali e riportata all’interno della remastered semplicemente in chiave più moderna. La conversione è impeccabile, ma per quanto riguarda le musiche in sé non c’è molto da dire, erano orecchiabili allora e tale sono rimaste in questo caso.
Il lavoro di doppiaggio ha invece subito una rivisitazione ben più importante: sebbene i capitoli originali non avessero avuto molto da offrire da quel punto di vista, oggi va detto invece l’esatto contrario, grazie ad un lavoro ben svolto nei dialoghi in lingua italiana che migliorano di molto le cutscenes.

Tecnicamente ci siamo, in tutti i sensi

Spyro: Reignited Trilogy offre caricamenti più accettabili, con le varie interfacce che si susseguono in maniera fluida e senza farsi troppo attendere. Un’ottima cosa, soprattutto perché in giochi di questo tipo è importante non perdere la componente action fornita dal gameplay. Per quanto riguarda il frame rate, ho avuto solo un paio di episodi dove il gioco ha rallentato per una frazione di secondo. Reputo questi episodi assolutamente isolati e di natura straordinaria e non penso sia necessario dedicare a ciò più tempo di quel che meriti. Comparto tecnico e grafico collaborano insomma in maniera splendida ed efficace, regalandoci un magnifico risultato finale, tutto da giocare.

Un'immagine del trofeo di Platino appena conquistato su Spyro: Year of the Dragon, episodio giocabile in Spyro: Reignited Trilogy
Al di là dell’esilarante indifferenza di Spyro nei confronti del botto alle sue spalle, L’immagine è resa interessante dal trofeo di platino conquistato che potete vedere in alto a sinistra 🙂

Giudizio Finale:

In definitiva, posso reputare questo ritorno al passato di Spyro su Ps4 un ritorno in grande stile, con la tradizione che si unisce alla modernità proponendoci un prodotto di qualità estrema, soprattutto perché adatta sia ai nostalgici che non.
Peccato per alcune scelte di gameplay che facilitano un po’ troppo il compito del draghetto viola e della sua libellula, perché per tutto il resto è davvero difficile trovare dei difetti.
Gli effetti sonori, aggiunti ai suoni e alle musiche tradizionali convertite, si uniscono magnificamente con la nuova grafica proposta da Spyro: Reignited Trilogy, grazie all’aggiunta di dettagli ambientali e di una fluidità di gameplay realizzate con perizia e precisione.
I miei complimenti a Toys for Bob e a tutti quelli che hanno partecipato al progetto. Bravi!

Voto Finale: 8,6

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Videogiocatore da tempo immemore, con la passione per questo mondo che non ha minimamente risentito dei 25 anni trascorsi a giocare.

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